domenica 3 febbraio 2013

Gianna Jessen a Biella, straordinaria denuncia contro l’aborto, i presenti rimangono toccati nel cuore.


La sera del 1 febbraio  la comunità biellese ha risposto in maniera straordinaria all'invito rivoltole dal Movimento per la Vita. L'Auditorium di Città Studi gremito all'inverosimile, tanto da dover utilizzare anche un’ampia sala adiacente collegata in video conferenza,  ha ascoltato con attenzione e partecipazione le parole di Gianna Jessen. Ha ascoltato e partecipato dell'esperienza di una ragazza sopravvissuta a un’azione omicida legalmente autorizzata che si chiama aborto procurato.
L'enorme partecipazione (circa 800 persone), soprattutto di giovani, data alla proposta di ascolto di questa piccola e apparentemente fisicamente fragile donna che porta in giro per il mondo il "punto di vista" della vittima del delitto di aborto è, a nostro giudizio, sintomatica del fatto che l'aborto procurato è un atto che va contro la natura intima della mamma e solo l'egoismo e l'ideologia malata in cui siamo immersi giustifica, ma la retta coscienza condanna.
Gianna ha toccato il cuore dei quasi mille ascoltatori presenti portando se stessa senza infingimenti, dando conto in maniera semplice e ferma della sua profonda fede in Gesù Cristo, suo Salvatore, proclamando, con la sua stessa fisica presenza l'orrore dell'aborto procurato.
Il suo approcciarsi alla platea in maniera diretta e priva degli schermi tipici dell'oratore professionista ha portato gli ascoltatori a essere una cosa sola con lei, a partecipare della sua sofferenza da un lato, ma per altro verso a vivere la sua grande e solida fede in Gesù che le ha permesso e le permette di affrontare pienamente una vita che non può dirsi facile.
Gianna non ha fatto un discorso organico e sistematico, ma ha intrecciato spezzoni della sua dura esperienza di vita con riflessioni, solo apparentemente sconnesse, sul coraggio degli uomini e sulle fragilità delle donne. In realtà Gianna, nel fare ciò, ha svelato una delle ragioni profonde del delitto abortivo: quella che sta dentro il cuore di quei genitori che uccidono proprio figlio. Da un lato una donna che mendica amore perché non è stata amata come figlia e non si vuole bene, d'altro lato un uomo vile che usa il corpo della donna e, poi, quandodovrebbe assumersi la responsabilità di difendere e proteggere la mamma e il bambino, fugge dimostrato tutta la sua codardia. Gianna incita gli uomini in sala a comportarsi come veri uomini, alle donne di  mai svalutarsi, uomini e donne siano fedeli al grande progetto che Dio ha pensato per loro.
Come abbiamo auspicato in precedenza la presenza di Gianna a Biella ha voluto essere un modo per scuotere e scomodare le coscienze in relazione ad un grave delitto che si consuma, con la "benedizione" di Stato, nei nostri lindi e sterili ospedali.
È nostro intendimento continuare a ricordare alla comunità Biellese che 10.000 aborti procurati in trentacinque anni sono uno sterminio di massa che non è lecito tacere, è l'equivalente di un paese come Vigliano cancellato dalla carta geografica, nel silenzio della meglio società che chiama diritto ciò che è solo un vile omicidio.
E’ nostra ferma intenzione denunciare un’esponenziale aumento dell’aborto eugenetico  -indirizzato ai bambini disabili, quindi  quelli che in realtà sarebbero maggiormente degni di cure e di amore- Un altrettanto preoccupante aumento delle forme abortive nascoste, dalla contraccezione ormonale, alla spirale, per finire con le pillole pesticidi umani , come la pillola del giorno dopo, la pillola dei 5 giorni dopo e la pillola RU 486.
Per questa ragione seguendo le parole del beato Giovanni Paolo: " Ci alzeremo ogni volta che la sacralità della vita è attaccata prima della nascita, ci alzeremo e proclameremo che nessuno ha l'autorità di distruggere la vita non nata."

Il Movimento per la Vita Biella

Nessun commento:

Posta un commento